Tutto è iniziato giovedi 28 giugno. Era un bollente mattino, ma ormai non si poteva tornare indietro; siamo partiti in tre da via di Tor Cervara, ed abbiamo rapidamente attraversato la Predestina, per raggiungere la Casilina, e da lì verso Capua, seguendo le rotte dei nostri antichi padri. Lasciare Roma da questo lato non è così semplice per un ciclista, perché la strada tende a salire, per superare le estreme propaggini dei Castelli, e soltanto a Colonna comincia a darti respiro. Lasciato il comune di Roma si punta verso la Ciociaria e si passa rapidamente per Valmontone, Colleferro, Fermentino per giungere a Frosinone. L’attraversamento del capoluogo Ciociao richiede un po’ di fatica perché è posto in alto; da lì poi si scende in una profonda buca e ci si trova a dover ripartire verso Ceprano con delle rampe poco simpatiche. Passare Arce e Cassino è più facile, ma ogni tanto veniamo disturbati da un forte sibilo: è il cardiofrequenzimetro di oscar che quando raggiunge il valore di 141 battiti emette un sibilo percepito anche dalla grande parabola del monte Palomar. Siamo ormai in Campania e ce ne accorgiamo perché ad ogni angolo di strada pullulano i caseifici di mozzarelle di bufala; di questi animali nemmeno l’ombra. Capua ci accoglie con le splendide cupole delle sue chiese, mentre Caserta ci offre il gioiello del Vanvitelli. Ma non riusciamo ad avvicinarlo perché dei lavori in corso hanno reso la zona off limits. Da Caserta a Maddaloni in teoria sono solo 5km ma un milione di veicoli, posti contemporaneamente sulle strade ci obbligano a 40 minuti di percorso. Giunti a Maddaloni la prima bella sorpresa: la nostra collega Maria Grazia ci ha prenotato un’albergo in località Cervino, un posto tra le colline in direzione di Benevento sconosciuto ai più. Resta un po’ di tempo visto la media elevata che abbiamo tenuto per tutto il viaggio, superiore ai 29 di media,e decidiamo quindi di fare un salto a Casertavecchia. Il borgo antico è bellissimo, a ciò che più ci meraviglia è il piatto di pappardelle con il ragu di cinghiale. La storia faunistica italiana va dunque riscritta: i cinghiali non stanno in Maremma, ma pascolano nei giardini dietro la Reggia. Si torna in albergo e si va al letto giusto in tempo per scoprire, che un’allegra comitiva di Casertani, si è data appuntamento sotto le nostre stanze da letto. E tra canti e bisbocce se ne vanno le prime ore del nostro riposo.



2 commenti:
Il prode Cavaliere ed il suo (suoi, anche il fotografo) scudiero.
Condividere un sogno è come sognare, prode è il cavaliere, ma prodi sono anche coloro che in lui credono e a lui si uniscono nell'eroica impresa.
Francesco.
Ciao, Prodi Romani (nel senso di "valorosi abitanti di Roma")! Come vanno le gambe? Domani vi aspetta un paesaggo indimenticabile, mandateci qualche bella foto e fateci sognare con voi.
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